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Una
donna che
non si è sentita
amata.
È
questo
che le ha dato
l’idea di scrivere quello che inizialmente era solo unaraccolta di
poesie. Non sonosemplicemente poesie ma la voglia di raccontarle con
tutta la rabbia degli anni che passano troppo in fretta, senza avere
l’unica cosa che gli importi veramente, l’amore.
ALTEA è nata a San Qavino Monreale, lavora come O.S.S. in una
comunità. Ma pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Calci e
Pugni’.
Lezioni di poesia per soli uomini, è il titolo
della seconda raccolta di poesie dell’autrice di San Gavino Altea.
L’opera, presentata al caffè letterario di Villacidro il 20
Febbraio, ha riscosso la grande attenzione e curiosità dei presenti
per la sua particolarità; strutturata in un alternarsi di 45 poesie
separate le une dalle altre da brevi brani in prosa, la narrazione
si dipana in un’introspezione tutta particolare che naviga tra amore
perduto e ritrovato, disperazione per il tempo che passa e speranza
e ritrovamento del proprio sé, - tutte sensazioni trasmesse al
lettore, che vive con l’autrice questo travaglio interiore -commenta
Giusy Chessa- ogni poesia può essere letta indipendentemente da
tutte le altre, e ognuna apre un universo nuovo. Il titolo: ‘lezioni
di poesia per soli uomini’, in realtà è rivolto a ogni donna e a
ogni uomo, che possono rispecchiarsi nelle sensazioni trasmesse
dall’autrice o ricavarne delle vere e proprie lezioni di vita.
Interessante l’intervento di Sergio Putzu, illustratore della
copertina del libro, che con la rappresentazione dì un nudo
michelangiolesco voltato di spalle, vuole rappresentare quella
perfezione di amore e uomo idealizzata nel corso di tutta l’opera
dall’autrice, che alla fine arriverà a riconoscere come inesistente.
Prende infine la parola Altea, che sottolinea ancora l’unico aspetto
tra i tanti che ne ha voluto rappresentare nell’opera: l’egoismo e
la distanza dell’uomo, che è un ideale, e che troppo spesso è
voltato di spalle. Valeria Lilliu
Fonte il ProvincialeOggi.it
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Vetri Infranti
Non c’è tempo
per raccogliere
vetri infranti.
Devo andare,
devo correre
fuori di qui.
Fuori dalla pioggia,
dalla densa foschia.
Fuori dal grigio,
dal quotidiano.
Scappare dall’amore,
dai sogni rotti.
Tornare in me,
nella mia tana
fino a che passa
un altro inverno.
Il Caffè Letterario continua nella
lodevole iniziativa di presentare opere di vari artisti che
certamente proiettano Villacidro nel variegato mondo della cultura
per tutti. Venerdì 20 febbraio è stato presentato il volume di
poesie di Bonaria Michittu, in arte Altea,
400:
Lezioni di poesia
per soli uomini. Si tratta di un agile volumetto parte in versi, parte in
prosa, che costituisce una storia di amore sognato, cercato,
vissuto, rimpianto, perduto, agognato. Un doloroso cammino
introspettivo che porta l’autrice aD un’analisi impietosa e a tratti
sarcastica dei moti profondi del suo cuore, dei suoi sogni, del suo
desiderio di amare e di essere amata.
«Siamo qui e
ci tocca vivere questa vita,
qualunque cosa significhi»
scrive in un passaggio e
ancora:
«Sono brutta e non sono
neanche fotogenica. Sono
grassa e ho la cellulite e non
ho nessuna voglia di perdere
tempo a correre e sudare per
dimagrire, perché devo piacere.
Così come sono non
piaccio, non ho mai l’abbigliamento
adatto, sono fuori
luogo in qualsiasi circostanza».
Sembrerebbe che l’autrice
canti la rassegnazione, la
sconfitta, l’abbandono. E invece
è proprio il contrario.
Con uno scatto di fierezza e
di orgoglio, nella totale fiducia
della forza rigenerante del-
Presentazione del libro al
Catt Letterano (gpm)
l’amore, Altea si riscatta dal pessimismo quando scrive:
«Per molte cose mi sono dovuta rassegnare, non sempre tutto va
nel modo in cui desideriamo che vada, ma l’amore no, I ‘amore non è
rassegnazione... no, io sono libera e la vita me la rivoluziono ogni
volta che è necessario, non voglio essere seppellita prima di essere
morta. Voglio vivere, il mio è un urlo. Voglio vivere, i’h’ere,
vivere». In definitiva questi versi e questa prosa costituiscono
un vero inno alla vita.
Gian Paolo Marcialis
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