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Sa dìi'e su groffu
Dal 1° Novembre 2002 si potrà
visitare, presso la casa museo "Dona Maxima", una mostra storica
etnografica sulla storia dello zafferano, in Sardegna e in particolare a San
Gavino Monreale.
La mostra è stata organizzata dall'associazione culturale "Sa Moba
Sarda" di San Gavino M.le in collaborazione con l'associazione "Santu
Engiu Su Zaffanau" la mostra che ha per titolo "sa dìi'e su
groffu" si potrà visitare il sabato e la domenica dalle ore 17.00
alle 20.00.
La mostra consiste in una serie di foto in B\N e a Colori che ritraggono
personaggi del passato sangavinese e varie fasi della lavorazione dello
zafferano, documenti scritti che danno notizie dell'oro rosso sangavinese.La coltivazione dello zafferano si può sintetizzare nelle seguenti fasi
principali:
- Preparazione del terreno
- Messa a dimora dei bulbi
- Raccolta dei fiori
- Pulitura
- Essiccazione e conservazione
Il terreno per la messa a dimora dei bulbi deve essere arato ad inizio estate,
seguito dopo alcuni giorni da una fresatura cercando di livellare il terreno il
più possibile, per non far ristagnare l'acqua.
I Bulbi ideali
devono avere una circonferenza di 2,5 cm circa, posti ad
una profondità di 15 cm, distanti tra loro 8 cm e tra una fila e l'altra
devono esserci 45 cm.
La raccolta avviene la mattina, il taglio avviene tenendo il fiore tra il
polpastrello del pollice e contemporaneamente esercitando una pressione con
l'unghia dell'indice della stessa mano.
Il fiore va poi pulito aprendolo e recidendo il gambo poco più in alto
dell'attaccatura degli stimmi, che generalmente sono tre; in tale operazione
bisogna prestare attenzione a non separare gli stimmi e a non far restare alcuna
parte bianca.Gli stimi vengono riposti su di un piano vicino ad una fonte di calore per
essere essiccati, infine manipolati delicatamente con le dita unte d'olio, per
migliorarne la conservazione.Il prezioso raccolto va poi conservato in
contenitori ermetici e opachi per difendere lo zafferano dall'umidità e dalla
luce.
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