Zafferano, origine della coltivazione nel bacino del mediterraneo

Zafferano di San Gavino Monreale

Lo zafferano, il Crocus sativus Linnaeus, è coltivato da tempo remotissimo In Sardegna. Probabilmente già  conosciuto nell’isola in epoca romana, gli Arabi e poi certamente gli Spagnoli, ne diffusero la sua coltivazione e gli usi nella società del tempo. Questo influsso è stato determinante per la coltivazione della specie soprattutto nelle regioni centrali e meridionali dell’isola. La droga, cioè i filamenti che risultano dagli stimmi: essiccati, e la stessa pianta dei Crocus sativus hanno le denominazioni dialettali di Zaffaranu, Zafferanu, Zafferau, Taffaranu, Teffaranu;

che hanno analogie e corrispondenze con altre in uso in paesi dei bacino mediterraneo e dell’Europa  e sono di derivazione arabi. Tutte si fanno derivare dalI’arabo Za’fera che indica IL COLORE e la DROGA sia la pianta del Crocus sativus. Questo etimo Zafferano(IT) Safra, Safranera(CAST) Safran(SPA) Acafrao, Zafran(PORT)Azaparar,Azafrai(VAS); Safran(FRA) Saffron(ING) Safran(Germ) Safrana (rus) usato più raramente Croco, da Crocus, crocum degli scrittori latini e che ritroviamo ad esempio nella denominazione della preparazione farmaceutica –tintura crocata-. Crocus si fa derivare dal greco Krokòs che ha radici nell’ebraico che è un corrispondente del vocabolo fenicio adoperato in riferimento a cartamus, klurcuma ed allo stesso Zafferano in quanto specie ritenute capaci di impartire colorazioni gialle. Alcuni studiosi fanno riferimento a Corycus, località della Cilicia ma è più probabile che questa abbia invece derivato la sua denominazione dalla stessa pianta che è frequente in numerose stazioni nelle colline circostanti. Karkòm appare nel canto di Salamone già nel 1000 a.c.,, mentre un riferimento a Crocus è presente nell’ Iliade in cui Omero lo collega al mattino, sottolineando così il,fatto che l’antesi della specie segue le prime luci dei giorno. La specie e la droga sono quindi note e celebrate da tempo remotissimo, ed i popoli della Persia e dell’Asia Minore sono quelli che per primi hanno valorizzato il prodotto dell’’essiccamento degli stimmi di Crocus sativus.- Da questo settore geografico ha avuto origine la diffusione e la coltivazione come peraltro attestano le rappresentazioni della specie negli affreschi minoici di Knosso e nei vasi dell’epoca nei quali è rappresentata la nostra specie evidenziandone la notevole lunghezza degli stimmi, peculiare carattere distintivo di essa. Da qui si è pian piano diffusa ad Occidente, in Europa ove la introdusse fino in Inghilterra. I Romani, che ne valorizzarono e consolidaronozafferano san gavino monreale l’uso adoperandola come medicinale, condimento e colorante, e poi gli Arabi, che diedero un impulso notevolissimo alla coltivazione ed uso in tutto il bacino mediterraneo e in Spagna. Gli Spagnoli consacrarono l’uso di tale droga in tutta l’Europa, ove dal Medio Evo al Rinascimento sino ai giorni nostri, è stata costantemente adoperata. Nel Medio Evo, la droga veniva molto adoperata in,ricette per la cura di diverse affezioni come il mai di gola, tubercolosi, prurito anale, coliche epatiche, infiltrazioni di sangue negli occhi,disturbi al seno, turbe visive, febbre ecc; veniva inoltre usata come condimento e come colorante. In Europa è stata sempre considerata una droga molto preziosa e quindi notevolissimo valore commerciale per cui gli Stati, nel corso dei tempi, presero diversi provvedimenti a tutela dei commercio ed a garanzia dei prodotto, talvolta con leggi e disposizioni molto severe.A Venezia, dove confluivano notevoli quantità di prodotto, dal vicino oriente venne, ad esempio istituito un -Ufficio dello zafferano- per il valore commerciale e per il valore doganale che la droga venne ad avere per la Repubblica; cosi pure a Verona veniva imposto un tributo di 10.000 ducati per ogni Kg. di droga importata. A Basilea come in altri Stati europei, c’era la -Corporazione dello zafferano, che sorvegliava sulle qualità della droga e sulle falsificazioni. Negli Statuti di Pisa, nel 1305 la Curia preposta alla regolamentazione mercantile della Città, poneva norme sulle qualità dello “zafferanum” per l’evidente prassi di sofisticare la droga. Da ciò è facile intuire quanta importanza commerciale e quanto fosse esteso l’uso della droga nel tempo ed altressì come questa richiesta abbia stimolato alla coltivazione favorendo così l’estendersi della sua area colturale. La coltivazione ebbe successo sia in Germania come in Austria ed altri paesi Danubiani, come nella Francia meridionale, nell’Italia centrale, meridionale ed insulare, ma nella Grecia e soprattutto, nella Spagna ebbe tale progressiva espansione da interessare decine di migliaia di Ha. L’incremento della sua coltivazione è venuto successivamente dagli inizi del nostro secolo progressivamente calando, tanto che ora residua molto significativa, impegnando cospicuo superfici nella Spagna e nella Grecia, mentre nelle altre nazioni, fra cui l’Italia è limitata a poche decine di Ha. Fra i paesi orientali è ancora il più importante la Persia, produttore antico e rinomato di cui però non si conosce la superficie destinata alla coltura ed infine l’Egitto che un tempo offriva un prodotto di pregio ma con una modesta estensione delle coltivazioni. Le migliori qualità europee un tempo erano quelle di provenienza Austriaca ed Ungherese ove erano note le qualità commerciali:Neutra, Batany,  Bihes  e Toluca.