I locali della vecchia stazione saranno la sede dell’Unione dei Comuni “Terre del Campidano”

Il cuore della vecchia stazione riprenderà a battere a distanza di 11 anni dalla chiusura del tracciato della ferrovia e degli edifici annessi che si trovano in uno stato di degrado e abbandono. Infatti sono stati appena aggiudicati alla ditta “Mastio Giuseppe” con sede a Nuoro i lavori per la ristrutturazione del caseggiato della vecchia stazione ferroviaria che prevedono in totale una spesa di 301 mila euro. Le piogge non dovrebbero rallentare i lavori che si svolgeranno in gran parte all’ interno dell’ex stazione e l’avvio degli interventi è previsto per i mesi di febbraio o marzo.
Si tratta di un intervento molto atteso in un’area che era il cuore pulsante dell’economia del paese come evidenzia Nicola Ennas, assessore ai lavori pubblici: «I lavori saranno articolati in due parti. Il primo stralcio dei lavori consentirà la sistemazione del piano terra che sarà fruibile subito tranne che per due ambienti. Per rivitalizzare questa parte del paese che ha subito le conseguenze dello spostamento della stazione, abbiamo pensato a una destinazione istituzionale dei locali che diventeranno la sede dell’Unione dei Comuni “Terre del Campidano”. Poi con il proseguo dei lavori sarà risistemato anche il primo piano e questi spazi potranno essere usati anche per altre funzioni. Come amministrazione vogliamo rivitalizzare quest’area del paese e riqualificare gli spazi fino ad ora trascurati».

Il sindaco Carlo Tomasi
Così, dopo anni di promesse si passa ai fatti concreti come rimarca il sindaco Carlo Tomasi: «Questi lavori sono un punto fondamentale nell’ambito del nostro programma di rinascita di San Gavino Monreale. Vogliamo trasformare il volto del paese, far rivivere il centro storico grazia alla recente approvazione del piano particolareggiato e ancora recuperare le zone degradate, potenziare il decoro urbano e incrementare l’autostima della popolazione residente».
Intanto il tracciato della vecchia stazione e gli immobili presenti sono stati affidati al Comune in comodato d’so gratuito prima per 5 anni e ora in totale per 15: «Dopo anni di battaglie legali e contenzioni – aggiunge il primo cittadino – abbiamo aperto un confronto con le ferrovie e in particolare con Rfi (Rete ferroviaria italiana). Il comodato d’uso è esteso fino al 20 luglio 2032, ma è prorogabile. Inoltre, abbiamo ottenuto il comodato d’uso di ulteriori stabili di proprietà RFI, come, ad esempio, quello a più piani di via San Marco. Ora l’avvio dei lavori restituirà la vecchia stazione ai sangavinesi. Oltre alla sede dei Comuni che sarà al piano terra, il primo piano potrà diventare il cuore pulsante dell’associazionismo, del protagonismo civico e della cultura».

Articolo di Gian Luigi Pittau

Gazzetta Medio Campidano