Sardara | Chiesa Santa Anastasìa

chiesa santa anastasia

La Chiesa di S. Anastasia a Sardara, non è segnalata nella storia dell’ architettura medievale dell’ isola. Forse l’ occasione propizia sarebbe toccata al Taramelli quando si accinse ad abbattere la facciata della chiesetta per allargare le conoscenze archeologiche sul pozzo sacro e votivo. La chiesa assume così dopo un primo esame le caratteristiche distributive simili a quelle della chiesa di S. Michele di Siddi, per cui la pianta è composta da due navate separate da archi a sesto acuto poggianti su pilastro in pietra. L’unica abside è in corrispondenza della navata meridionale.

Nello scavare il Taramelli porta in luce un’ abside semi-circolare senza che le misure coincidano. Inoltre trattandosi di un monumento che sino ad oggi non era mai stato ispezionato, né mai preso in considerazione poiché l’ elemento di attrazione era il pozzo sacro e riponendo una più attenta osservazione sull’ edificio, la verifica viene ripresa con riferimenti al periodo precedente che è sull’ arte Bizantina. L’ arte Bizantina nasce in Sardegna nel V secolo, si sviluppa sino all’ VIlI sec. e muore nell’ XI sec. sia per la penetrazione del romanico. sia per la sovrapposizione del rito latino a quello greco. Questo influsso seguito attraverso le chiese si diffonde in tutta l’ isola anche e soprattutto a giova­mènto di una maggiore penetrazione dei riti della religione di Bisanzio.Le chiese nascono con pianta a croce greca e volta a bacino poggianti su un quadrato formato all’incrocio da due bracci della navata.

 

Testo tratto da  Cooperativa Villabbas Sardara